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Normative
 
FAQ 95/16/CE
 

Di seguito sono evidenziati i punti che più spesso vengono sollevati a riguardo della Direttiva Ascensori 95/16 CE.

1) Un Cliente con un impianto non collaudato (anche se fermo, inutilizzato) ma con le pratiche di collaudo presentate all'ISPESL / Ispettorato del Lavoro o al Comune entro il 30 settembre 2002 cosa deve fare?

Deve rivolgersi alla ditta installatrice che provvederà a verificare se l'ISPESL / Ispettorato del Lavoro e' in grado di garantire l'effettuazione del collaudo entro il 29 settembre 2002 compreso. In caso della mancanza di tale garanzia la ditta installatrice provvedera', a titolo oneroso, al collaudo in una delle seguenti forme:

- affiancando il collaudatore di un Ente Notificato;
- autocollaudando l'impianto, se la ditta installatrice possiede un sistema di qualita' certificato ai sensi della Direttiva (ISO 9000 + estensione 95/16);
- affiancando un ingegnere fra quelli presenti negli elenchi della Camera di Commercio per la legge 46/90 lettera F, producendo autocertificazione come ditta installatrice e perizia giurata dell'ingegnere.

2) Un Cliente con un impianto non collaudato e con le pratiche di collaudo non presentate all'ISPESL / Ispettorato del Lavoro o al Comune entro il 30 settembre 2002 cosa deve fare?

Deve adeguare l'impianto alla Direttiva Ascensori.

3) Tutti gli impianti costruiti secondo la norma precedente alla Direttiva Ascensori possono essere adeguati?

Teoricamente si, nella maggior parte dei casi l'adeguamento e' possibile, anche se e' oneroso (lo e' meno per gli impianti oleodinamici); esistono pero' situazioni particolari in cui la mancanza di spazio sufficiente sopra il tetto della cabina oppure la mancanza di spazio sufficiente tra cabina e contrappeso, rendono l'intervento di adeguamento impraticabile.

4) Se un Cliente ha gia' pagato i bollettini ISPESL, può ugualmente avvalersi delle altre forme di collaudo per regolarizzare la sua situazione?

Si, purché informi preventivamente l'ISPESL di quale soluzione, fra le altre tre possibili, si intende avvalere.

5) E' possibile richiedere la restituzione delle quote versate con i bollettini per le prestazioni, esame progetto e/o collaudo, che l'ISPESL non eseguirà?

Si, anche se si dovrà' attendere che il Ministero autorizzi la restituzione di tali quote.

6) Se un impianto da collaudare non ha ancora il numero di matricola puo' essere ugualmente collaudato?

Si. Se l'ISPESL non ha assegnato il numero di matricola all'ascensore, sarà compito del Comune provvedere a fornire tale numero, eventualmente anche dopo l'avvenuto collaudo positivo.

7) Il Cliente cosa deve fornire al Comune e all'ISPESL una volta avvenuto il collaudo positivo?

Il Cliente deve inviare al Comune il verbale di collaudo (nel caso di utilizzo di ingegnere fra quelli presenti negli elenchi della Camera di Commercio deve essere corredato da perizia giurata e da una autocertificazione dell'installatore). Copia del verbale di collaudo deve essere fornito all'organismo competente per il collaudo di primo impianto (ISPESL o Ispettorato del Lavoro).

8) Alcuni Comuni richiedono il nominativo del soggetto incaricato delle verifiche periodiche entro 10 giorni dal rilascio del verbale di collaudo, minacciando in alcuni casi anche delle multe, cosa bisogna fare?

La 'regola dei 10 giorni' nasce per gli impianti nuovi costruiti secondo la Direttiva Ascensori 95/16/CE e prevede 10 giorni di tempo dalla data riportata sulla Dichiarazione di Conformità CE (che per gli impianti da collaudare in sanatoria non esiste) per inviare al comune la comunicazione di messa in esercizio. Gli impianti collaudati 'in sanatoria' sono da assimilare agli impianti gia' regolarmente collaudati secondo le precedenti normative. Il proprietario dell'impianto e' quindi tenuto ad indicare al comune il soggetto incaricato delle verifiche periodiche che abbia accettato l'incarico, ma senza stretti vincoli temporali (e comunque entro due anni dalla data di collaudo positivo).

9) L'avvenuto collaudo positivo esime il proprietario dell'ascensore o il suo legale rappresentante dall'effettuare l'analisi dei rischi e dall'applicare la Legge 626/94 sulla sicurezza sui luoghi di lavoro?

No, il collaudo dell'impianto accerta che l'impianto e' conforme alle norme tecniche per impianti ascensori, norme che sono tutte precedenti al decreto legislativo 626/94 ed alle successive modifiche ed interpretazioni. Solo gli impianti costruiti secondo la Direttiva Ascensori possono essere considerati rispondenti anche alla 626, tenuto conto dello stato della tecnica alla data.

10) Chi sono i soggetti autorizzati ad effettuare le verifiche periodiche?

I soggetti autorizzati sono:

- l'ASL (o l'ARPA) locale;
- la direzione provinciale del lavoro del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, (per gli impianti installati in stabilimenti industriali o in aziende agricole);
- gli Enti Notificati.

11) Se l'ASL (o l'ARPA) di zona non ha un organico sufficiente per far fronte a tutte le richieste di verifiche periodiche cosa bisogna fare?

Rivolgersi alla ditta cui e' stata affidata la manutenzione dell'impianto per conoscere i nominativi degli Enti Notificati disponibili ad effettuare le verifiche periodiche nella zona in cui e' installato l'ascensore.

12) Dopo che e' stato definito l'accordo con il soggetto incaricato dell'esecuzione delle verifiche periodiche cosa bisogna fare?

I passi successivi sono:

- informare il Comune dell'avvenuta accettazione dell'incarico da parte del soggetto;
- informare la ditta manutentrice;
- applicare in cabina il cartellino che indichi il soggetto incaricato di effettuare le verifiche.

13) Se l'ultima verifica periodica, e' avvenuta da oltre due anni cosa deve fare il proprietario?

Il proprietario (o il suo legale rappresentante) deve richiedere la verifica periodica ad uno dei soggetti autorizzati ad eseguirle (vedi domanda 10).

14) Come e' possibile sapere quando e' avvenuta l'ultima verifica periodica dell'ascensore?

All'atto della verifica periodica l'ingegnere ha registrato sul libretto di impianto (se presente in locale macchine) la data e l'esito della visita oppure ha inviato il verbale al Proprietario dell'ascensore (verbale che serviva per ottenere il rinnovo annuale della licenza di esercizio, oggi abolita) con copia alla ditta manutentrice. L'ASL, che ha eseguito la verifica periodica, mantiene la registrazione, nei propri archivi, della data in cui e' avvenuta.

15) Se un impianto e' stato collaudato ma e' fermo cosa bisogna fare?

Secondo la nuova normativa nessun impianto potrà' rimanere senza contratto di manutenzione e senza che sia definito il soggetto incaricato di eseguire la verifiche periodiche. Il proprietario dell'impianto o il suo legale rappresentante deve pertanto preoccuparsi di definire un contratto di manutenzione, (eventualmente anche con fatturazione sospesa), con ditta abilitata secondo la legge 46/90 lettera F e deve incaricare un soggetto, fra quelli autorizzati, (vedi domanda 10) per eseguire le verifiche periodiche biennali.

16) Si può mettere in esercizio un impianto collaudato da più di due anni?

Si, purché la messa in esercizio avvenga contestualmente ad una verifica periodica.

17) Chi e' responsabile e a carico di chi sono le spese dell'effettuazione delle verifiche periodiche?

Il proprietario dell'ascensore (o il suo legale rappresentante) e' tenuto a sottoporre l'impianto a verifica periodica biennale e a sostenerne l'onere.

18) La ditta di manutenzione deve essere sempre presente durante le verifiche periodiche?

Si. Il soggetto incaricato delle verifiche fa eseguire al manutentore le operazioni dirette ad accertare se le parti dalle quali dipende la sicurezza dell'impianto sono in condizioni di efficienza e se i dispositivi di sicurezza funzionano regolarmente. Tale attivita' normalmente non e' compresa nel canone di manutenzione e viene fatturata a parte.

19) Se l'ascensore, ormai vecchio, deve essere sostituito integralmente, puo' essere progettato a vecchia normativa?

No, deve seguire la Direttiva Ascensori (e questo vale anche per gli impianti in servizio pubblico, in quanto si parla di impianto nuovo a tutti gli effetti). Al termine dei lavori il nuovo ascensore avrà il marchio CE e verrà rilasciata la Dichiarazione di Conformità CE.

20) Se l'ascensore deve essere ammodernato, le modifiche possono essere progettate a vecchia normativa?

Si. Solo i componenti di sicurezza, che dovessero essere sostituiti, devono rispondere alla Direttiva Ascensori. Al termine dei lavori verrà rilasciata la Dichiarazione di Conformità alla legge 46/90.

21) Dopo una modifica importante a chi deve essere richiesta la verifica straordinaria?

Allo stesso soggetto incaricato delle verifiche periodiche.

22) Quando si definisce 'importante' una modifica?

La modifica costruttiva si definisce 'importante' quando non rientra nella manutenzione ordinaria o straordinaria, quali ad esempio:
- il cambiamento della velocità;
- il cambiamento della portata;
- il cambiamento della corsa;
- il cambiamento del tipo di azionamento (elettrico oleodinamico);
- la sostituzione del macchinario, della cabina con la sua intelaiatura, del quadro elettrico, del gruppo cilindro-pistone, delle porte di piano, delle difese del vano e di altri componenti principali.

23) In quali altri casi deve essere richiesta la verifica straordinaria?

Oltre che nel caso di modifiche importanti dell'impianto la verifica straordinaria deve essere richiesta in caso di:

- verbale di verifica periodica negativa;
- incidenti di notevole importanza, anche se non seguiti da infortunio;
- in tal caso la prima cosa che il proprietario dell'impianto deve fare e' darne notizia al comune.

24) La Direttiva Ascensori quali sanzioni prevede?

La nuova legge, in caso di inosservanza degli obblighi previsti, non riporta piu' in modo esplicito multe o penali ma prevede che il Comune ordini l'immediata sospensione del servizio dell'ascensore (sigilli) e che provveda ad accertare le responsabilità sia civili che penali.

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