Impianti Idraulici - Ascensori Treviso WM Elevatori. S.r.l.

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Impianti idraulici
 

Al giorno d'oggi, le comuni dizioni "ascensori idraulici" (che è quella adottata dall'UNI nella formulazione inlingua italiana dell' EURONORMA EN 81) o "ascensori oleodinamici" si riferiscono ad "impianti le cui cabine vengono sollevate mediante pistoni mossi da olio di speciali caratteristiche, che è portato a determinati valori di pressione mediante apposite pompe azionate da motori elettrici. Si dovrebbe quindi parlare più esattamente di impianti elettro-idraulici".
La precisazione vale in quanto gli elevatori "idraulici" di una volta - che hanno caratterizzato gli inizi dell'era ascensoristica - funzionavano in maniera diversa, utilizzando l'acqua quale agente motore, sia direttamente (dalle distribuzioni di città), sia indirettamente (mediante uso di aria compressa, e, più tardi, anche di energia elettrica).

Disposizione del pistone

In via schematica, il funzionamento di principio di un moderno ascensore idraulico si desume facilmente dalla figura 1.
Il gruppo motore-pompa, completo del serbatoio per l'olio, è montato in apposito armadio con accanto il quadro recante le apparecchiature elettriche di comando.

Nella fase di salita della cabina, l'olio in pressione defluisce attraverso la canalizzazione, nel cilindro e spinge di conseguenza il pistone che, essendo direttamente collegato con il pavimento portante della cabina, la solleva all'altezza voluta.

Nella fase di discesa, viceversa, l'olio defluisce spontaneamente, cioè a pompa disinserita, in senso inverso dal cilindro al serbatoio, con velocità opportunamente regolata da apposite valvole.

L'energia elettrica proveniente dalla rete di distribuzione alimenta quindi, soltanto nella fase di salita della cabina, un normale motore asincrono trifase, accoppiato rigidamente ad una pompa del tipo a vite, ad elevato numero di giri.

Come si può vedere nella figura 2, in caso di Azionamento Idraulico Diretto, il cilindro dal quale esce il pistone va annegato nel terreno per una profondità pari alla corsa di sollevamento della cabina.
Poiché questa operazione non sempre è agevole (o addirittura non possibile) sono state escogitate soluzioni atte ad evitare lo scavo, quali:

- l'Azionamento Diretto nel Vano (figura 3) in cui il pistone è sistemato dietro la cabina, in modo che il cilindro non richieda alcun foro nel fondo fossa; la cabina è sollevata "a sbalzo" da un lato);

- l' Azionamento Indiretto Laterale (figura 4) anche questa con il pistone dietro la cabina, quindi senza necessità di foro nel fondo fossa. La cabina è sollevata "a sbalzo" mediante funi e la sistemazione consente di aumentarne la velocità).

Studiando le condizioni di lavoro del pistone di sollevamento, si riscontra che il carico totale sul pistone (portata utile della cabina più peso proprio della cabina stessa più peso del pistone) è proporzionale alla pressione di esercizio sul pistone ed al quadrato del diametro esterno del pistone stesso: ciò lascia comprendere, a parte le limitazioni di ordine pratico derivanti dalle attuali condizioni tecnologiche, come l'impiego contemporaneo di più pistoni possa consentire, con cabine di ampie dimensioni geometriche, il trasporto di carichi di entità veramente eccezionale. Si conoscono invero, ad esempio nel settore teatrale, impianti che trasportano intere zone di spalti per pesi dell'ordine di 200 t realizzati con l'impiego di 6 o 8 pistoni.

Valutazioni tecniche

Nonostante i limiti di corsa (25 ÷ 30 m) e di velocità (generalmente 0,63 m/s ÷ 1,00 m/s), gli elevatori idraulici hanno registrato, ormai da parecchi anni, un notevole e continuo sviluppo, in particolare nel nostro Paese.
Ciò trae origine da una serie di vantaggi, rispetto agli altri impianti elettrici tradizionali, dei quali elenchiamo i più importanti:

- si evita la necessità di costruire, sopra il vano di corsa, il locale che negli impianti tradizionali va riservato normalmente al macchinario o alle pulegge di rinvio, permettendo quindi di conseguire un certo risparmio e spesso di superare le difficoltà poste da motivi di carattere estetico, da vincoli di ordine pratico, da disposizioni limitative delle autorità comunali, ecc..: il gruppo motore di un impianto idraulico può essere installato alla base del vano di corsa ma anche a parecchi metri di distanza;
- si realizzano economie nella costruzione delle pareti del vano di corsa, dimensionandole più leggere in quanto le pareti stesse non devono sopportare il peso di un locale sovrastante per il macchinario, né - ove si tratti di elevatori a pistone centrale - la spinta della cabina che è sostenuta unicamente dal pistone stesso;
- si ottiene particolare dolcezza e progressione sia nella fase di partenza che in quella di arrivo;
- si consegue automaticamente, per le diverse condizioni di carico, una notevole precisione negli arresti.

Queste considerazioni, come quelle prima accennate per quanto concerne carichi particolarmente elevati, evidenziano l'interesse e l'importanza degli elevatori idraulici come sistemi di trasporto verticale, nel quadro di una razionalizzazione dei costi nell'edilizia, a patto di non sottovalutare le esigenze di fabbricazione che esigono procedimenti improntati ad adeguate caratteristiche di assoluta qualità.

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