Nuove Norme EN 81-1 EN 81-2 dal 01.01.2012 - Ascensori Treviso WM Elevatori. S.r.l.

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Normative
Ascensori: l' Entrata in Vigore di Nuove Norme per la Sicurezza
Nuovi requisiti per gli ascensori entrati in vigore dall' 01.01.2012: l’emendamento A3 alle norme armonizzate EN 81-1 e EN 81-2
 
L'emendamento A3 alle norme armonizzate EN 81-1 e EN 81-2 (Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione di ascensori elettrici e idraulici) è stato pubblicato nel 2009 e introduce nuovi requisiti per i nuovi impianti obbligatori dal 01 gennaio 2012.
 
L'emendamento A3 si è reso necessario per inserire nelle norme tecniche del settore degli impianti di sollevamento le modifiche introdotte dalla direttiva macchine 2006/42/CE e dei suoi requisiti essenziali di sicurezza. La prima modifica riguarda proprio la distinzione tra ascensore (e quindi impianto di sollevamento soggetto alla direttiva ascensori 95/16/CE) e macchina di sollevamento (soggetta alla 2006/42/CE) la cui unica discriminante è ora la velocità della cabina: sono ascensori gli impianti di sollevamento con velocità maggiore di 0,15 m/s indipendentemente da altre caratteristiche e, invece, sono macchine di sollevamento gli impianti con velocità minore o uguale a 0,15 m/s.
 
Andiamo ad analizzare le altre modifiche più importanti che l'emendamento A3 ha introdotto nelle norme EN 81-1 e 2.
  
Sistemi di fissaggio
Questa modifica è di applicazione immediata e riguarda il requisito per cui, nel caso di rimozione di ripari contro i rischi meccanici, elettrici, o di ogni altro tipo durante le fasi di manutenzione o di verifica dell'impianto, il sistema di fissaggio degli stessi deve rimanere solidalmente connesso con il riparo o all'apparecchiatura.
 
Precauzione contro i movimenti incontrollati della cabina
La modifica più importante riguarda il rischio del movimento incontrollato della cabina a porte aperte ad ogni velocità e sia in salita che in discesa con esclusione dei movimenti della cabina che si vengono a creare durante le operazioni di carico e scarico della stessa. Questo rischio non era stato considerato nella precedente stesura delle norme EN 81-1 e 2 nelle quali si teneva conto dei movimenti incontrollati della cabina solo con eccesso di velocità e per i quali è previsto l'utilizzo di dispositivi di sicurezza adeguati (paracadute, limitatore di velocità, valvola di blocco, ecc.).
 
Pertanto, a partire dal 01.01.2012, tutti gli impianti ascensore elettrici e idraulici dovranno essere dotati di dispositivi che siano in grado di arrestare il movimento di allontanamento incontrollato della cabina dal piano con la porta di piano non bloccata o con la porta di cabina non nella posizione di chiusura, per effetto di un guasto in un qualsiasi componente della macchina o del dispositivo di controllo della velocità dell'ascensore (ascensori elettrici) o di sistema idraulico o di azionamento (ascensori idraulici), dal quale dipende il movimento sicuro della cabina.
 
Riguardo ai guasti considerati, la norma esclude, negli ascensori elettrici, le avarie delle funi o catene di sospensione e della puleggia di trazione o del tamburo o delle ruote dentate della macchina, mentre nel caso degli ascensori idraulici esclude le funi di sospensione, le tubazioni flessibili o rigide e del cilindro. Dall'elenco dei guasti esclusi si evince che la insufficiente aderenza tra funi e puleggia di trazione in un ascensore elettrico (nel gergo tecnico "scorrimento"), che potremmo inserire tra le cause più probabili di eventi del tipo movimenti incontrollati della cabina, è considerata un'avaria in quanto si assicura sufficiente aderenza con le prove durante l'installazione. A riguardo si è pronunciato anche il CEN che nel documento CEN 10/2010 precisa: l'aderenza è controllata nella verifica finale e nelle verifiche di manutenzione; tuttavia, se lo scorrimento avviene quando l'ascensore si arresta dopo il rilevamento dovuto a una decelerazione rapida, ciò deve essere considerato per la determinazione delle distanze finali di arresto.
 
I dispositivi da utilizzare per la protezione contro il rischio dei movimenti incontrollati della cabina devono essere in grado di rilevare il movimento non previsto della cabina ed essere in grado di arrestarla e mantenerla ferma. Per la successiva rimessa in funzione dell'impianto sarà necessario l'intervento del tecnico manutentore che ricordiamo deve essere abilitato ai sensi del D.P.R. 162/99 e s.m.i.
 
Il dispositivo deve poter arrestare la cabina (con qualunque carico in cabina fino al massimo della portata) entro 1,2m dal piano in cui si è rilevato il movimento incontrollato della cabina garantendo una distanza verticale tra la soglia del piano e la parte più bassa del grembiule della cabina inferiore a 0,20m e la distanza tra la soglia della cabina e l'architrave della porta di piano o viceversa maggiore di 1,00m.
 
Il dispositivo può intervenire sulla cabina oppure sul contrappeso o anche sul sistema delle funi oppure sulla puleggia di trazione (sistema idraulico nel caso di ascensori oleodinamici) e, inoltre, l'elemento di arresto o gli elementi che mantengono ferma la cabina possono essere comuni con quelli utilizzati per prevenire l'eccesso di velocità in discesa (per es. il paracadute) o l'eccesso di velocità della cabina in salita.
 
La decelerazione consentita durante la fase di arresto e in qualunque condizione di carico della cabina, per l'elemento frenante del dispositivo non deve essere superiore ad 1g (9,81m/s2) in salita oppure ai valori già accettati per l'apparecchio paracadute in discesa.
 
I mezzi di protezione contro i movimenti incontrollati della cabina con le porte aperte sono considerati come componenti di sicurezza e devono essere verificati secondo i requisiti riportati nell'appendice F.8 delle norme tecniche armonizzate EN 81-1 e EN 81-2.
 
Il dispositivo deve essere in grado di assolvere al suo compito senza il supporto di alcun componente dell'ascensore che, durante il normale funzionamento, controlli la velocità o il rallentamento, fermi la cabina o la mantenga ferma a meno che non vi sia una ridondanza intrinseca e il corretto funzionamento sia automaticamente monitorato. Per gli impianti idraulici, la norma richiede che, se per l'arresto si utilizzano due valvole idrauliche comandate elettricamente operanti in serie, il loro monitoraggio automatico presuppone la verifica della loro corretta apertura e chiusura sotto la pressione statica della cabina a vuoto. Se si individua un malfunzionamento, il successivo avviamento normale dell'ascensore deve essere impedito. Nel caso di attuazione del monitoraggio automatico esso deve essere soggetto a esame di tipo e quindi essere marcato CE.
  
Arresto normale della cabina ai piani e precisione di livellamento
L'emendamento A3 allinea anche le norme EN 81-1 e EN 81-2 ai requisiti stabiliti per la precisione di fermata e di livellamento della cabina ai piani dalla norma EN 81-70 (Accessibilità agli ascensori delle persone, compresi i disabili) che come noto richiede una precisione di fermata di ±10mm tra la soglia di piano e la soglia di cabina e di ±20mm per la livellazione.
 
L'emendamento A3 modifica ulteriormente le norme tecniche EN 81-1 e EN 81-2 in particolare in alcune definizioni, nella descrizione di prove funzionali in merito alle novità introdotte all'emendamento e sulle verifiche di conformità per i dispositivi di sicurezza utilizzati. Riferirsi sempre al testo ufficiale delle norme EN 81-1 e EN 81-2.
 
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