Vano - Ascensori Treviso WM Elevatori. S.r.l.

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Normative

La EN 81 definisce come vano di corsa "Il volume entro il quale si spostano la cabina e il contrappeso, se esiste": si noti, quindi, che un ascensore può essere logicamente realizzato senza contrappeso (p.e. con azionamento idraulico), ma che, se il contrappeso è previsto, quest’ultimo deve muoversi nello stesso vano della cabina. 

Ciò premesso, il vano di corsa deve risultare: 

completamente chiuso con pareti, pavimento di base e soffitti "ciechi" (cioè senza fori passanti come avviene per le reti, lamiere forate ecc..) 

salvo il caso "particolare" in cui il vano stesso non debba partecipare alla protezione dell’edificio contro il propagarsi dell’incendio (quindi praticamente, con l’approvazione dei Vigili del Fuoco): in tal caso infatti le pareti laterali e la parete dorsale, pur sempre cieche, possono avere altezza limitata a 2,5 m; la parete frontale può non essere cieca al di sopra di 2,5 m rispetto al piano di sbarco e quindi sostituita da reti, lamiere forate ecc.. (purché i fori abbiano dimensioni inferiori a 75 mm, sia in senso orizzontale che verticale) od anche non avere protezioni di sorta – sempre al di sopra di 2,5 m – quando la porta di cabina sia bloccata con adatto dispositivo elettromeccanico prevedibile, a richiesta, dal costruttore dell’ascensore.

Quanto sopra riveste particolare importanza per ascensori siti nel vano delle scale, per i quali si è fatto sinora largo impiego di reti e grigliati; di conseguenza – salvo il caso "particolare" di cui sopra – potranno ora essere utilizzati soltanto muratura di conveniente spessore od eventualmente altri materiali come il vetrocemento, sempre che i Vigili del Fuoco non esprimano parere contrario. 

Lastre di vetro (retinato o temperato) restano comunque escluse, perchè la norma recita genericamente che il materiale di chiusura deve presentare "sufficiente resistenza meccanica", oltrechè risultare "incombustibile, durevole e tale da non favorire la formazione di polvere". 

Per quanto riguarda lo spessore da assegnare alle pareti del vano di corsa, la EN 81 non fornisce indicazioni particolari, salvo stabilire che le pareti in questione devono presentare sufficiente resistenza alle azioni dei carichi trasmessi dalle guide durante l’intervento dei paracadute (cabina, eventuale contrappeso), durante le operazioni di carico e scarico della cabina, durante la corsa per effetto di eventuali decentramenti del carico in cabina. 

Conseguentemente, occorrerà effettuare una verifica di resistenza dei pilastrini di ancoraggio in fondo fossa, e qualora esistano locali praticabili sotto la fossa, pure una verifica della soletta che costituisce il fondo della fossa adottando i criteri stabiliti dalla EN 81. 

La EN 81 recita comunque al riguardo: "di preferenza i vani di corsa non devono essere situati sopra un luogo accessibile alle persone; nel caso in cui esistano dei locali accessibili situati sotto la traiettoria della cabina o del contrappeso il fondo della fossa deve essere calcolato per un carico non minore di 5000 N/m2 e si deve disporre sotto gli ammortizzatori del contrappeso un pilastro appoggiato direttamente sul terreno oppure munire il contrappeso di paracadute". 

Per quanto concerne la profondità da assegnare alla fossa (che Euronorma definisce come "la parte del vano di corsa situato sotto il livello del piano più basso servito dalla cabina") e l’altezza da assegnare alla testata (termine d’uso corrente, anche se non definito dall’Euronorma, che preferisce parlare di "spazio libero all’estremità superiore del vano di corsa"), la normativa comunitaria non si discosta molto da quella del vecchio DPR 1497, introducendo però l’obbligatorietà di ammortizzatori nella fossa, in corrispondenza della cabina e del contrappeso. 

Termineremo piuttosto questa rassegna normativa per il vano di corsa, richiamando le prescrizioni seguenti: 

nel vano di corsa non devono essere installate tubazioni, canalizzazioni o qualsiasi altra apparecchiatura estranea all’ascensore; in particolari condizioni è consentita l’installazione di un impianto di riscaldamento nel vano con il divieto di riscaldamento a mezzo acqua calda o vapore e con l’obbligo che i relativi comandi di regolazione vengano posti all’esterno del vano di corsa; 

il vano di corsa dev’essere convenientemente illuminato, con la prescrizione di adottare una lampada in testata e una in fossa, oltre ad una serie di lampade a distanza di almeno 7 m una dall’altra; 

porte "di soccorso" (con luce non inferiore a 1,80 x 0,35 m) devono essere previste se la distanza tra due soglie di piano consecutive supera 11 m, ma possono essere omesse, quando, nello stesso vano, scorrano due o più cabine adiacenti, munite di porte che consentano ai passeggeri di passare da una cabina all’altra;

Oltre alle porte testè citate sono ammesse, ove la sicurezza degli utenti o le necessità di manutenzione lo impongano, le aperture seguenti: 

porte di ispezione, con altezza minima di 1,4 m e larghezza minima di 0,6 m; 

sportelli di ispezione, con larghezza minima di 0,5 m e larghezza minima di 0,35 m; 

porte e portelli non apribili in ogni caso verso l’interno del vano, con dispositivo di blocco a chiave che permetta la chiusura ed il bloccaggio senza chiave e consenta al tempo stesso l’apertura senza chiave dall’interno del vano di corsa anche quando le aperture siano bloccate (condizioni queste tutte da rispettare anche per le porte "di soccorso" prima citate)

Oltre a quanto sopra vanno naturalmente rispettate le specifiche Norme Antincendio (Decreto Ministeriale 16.5.87).

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